Anche i tassi di deterioramento delle società non finanziarie, che descrivono la quota di crediti in bonis passati allo status di deteriorati, registrano una contrazione significativa sia nel primo (dal 3,3% del 1q 2018 al 3,1% del 1q 2019) che nel secondo trimestre dell’anno (dal 3,4% del 2q 2018 al 2,9% del 2q 2019), allontanandosi sempre di più dai picchi raggiunti all’apice della crisi economica (7,5% a fine 2012).
Secondo le stime e le previsioni dell’Outlook ABI Cerved, realizzate su base annuale, i tassi di deterioramento delle società non finanziarie si manterranno in calo nel 2019, toccando quota 3,1% (dal 3,2% del 2018), per poi aumentare lievemente nel prossimo biennio (3,3% nel 2021) restando però su livelli ancora molto lontani dal picco della crisi (7,5% nel 2012).
Nel 2019 il calo dei tassi di deterioramento del 2019 ha riguardato tutte le fasce dimensionali. I flussi di nuovi crediti deteriorati per le micro e le piccole imprese si sono ridotti toccando quote del 3,3% e del 2% (dal 3,5% e 2,4% dell’anno precedente). I tassi di deterioramento per le medie imprese si sono attestati sull’1,8%, in calo di un decimo rispetto al 2018, mentre le grandi imprese hanno fatto registrare un trend stabile, attestandosi su un valore dell’1,5%. Al termine del periodo di previsione, i flussi di nuovi crediti deteriorati delle imprese di grandi dimensioni registreranno un incremento di cinque punti decimali stabilizzandosi su un valore pari al 2%. Le medie imprese faranno osservare un incremento di 4 decimi percentuali rispetto al 2019, attestandosi nel 2021 al 2,2%, sugli stessi livelli delle piccole imprese, mentre le microimprese continueranno a risultare la classe più rischiosa con tassi del 3,5%.