Dal punto di vista settoriale, seppur in un contesto generalizzato di forte contrazione dei fatturati, gli impatti sarebbero molto diversificati nell’economia. Nello scenario hard, gli effetti della crisi sarebbero particolarmente severi per i comparti della logistica (-12,7%), dei servizi non finanziari (-8,4%) e dei mezzi di trasporto (-8,2%). Gli unici comparti a far registrare performance positive al termine del periodo di previsione, sarebbero il chimico-farmaceutico (+7%) e, in misura minore, l’elettrotecnica e informatica (+0,3%). Nello scenario soft anche il comparto agricolo si riporterebbe su valori di fatturato superiori al 2019 (+0,8%).
Analizzando i trend ad un maggiore livello di dettaglio, il settore più colpito risulterebbe essere quello della proiezione cinematografica, che perderebbe il 65% nello scenario soft e addirittura l’80% nell’ipotesi di un prolungato ritorno alla normalità. La persistenza della situazione emergenziale porterebbe ad un forte ridimensionamento dei ricavi anche nel trasporto aereo di passeggeri (-60,8%), con riflessi anche nella gestione degli aeroporti (-56,7%). In forte difficoltà anche il settore turistico, con cali previsti fino al 55% per agenzie viaggi e tour operator e al 52,9% per gli alberghi. Un altro settore per cui si stima una forte contrazione dei fatturati è quello della ristorazione, che potrebbe bruciare un terzo dei ricavi in caso di uno scenario soft e la metà dei ricavi in uno scenario hard.
Viceversa, alcuni settori potrebbero beneficiare dell’emergenza in seguito ai cambiamenti indotti dal virus e dal lockdown nelle abitudini e nelle preferenze di consumatori e imprese. In particolare, si stima una crescita molto significativa per il commercio on line (+40% nello scenario hard), in grande espansione soprattutto nel ramo del food delivery. Si registrano previsioni positive anche per i settori maggiormente impattati all’interno delle catene del valore dell’emergenza sanitaria, come la fabbricazione di dispositivi per la respirazione artificiale (16,8%), di vetro per laboratori, farmacie e ad uso igienico (15%), di attrezzature e articoli di vestiario protettivi (14,4%) e la produzione di tessuti non tessuti (13,8%). Stime di crescita nel prossimo biennio anche per le specialità farmaceutiche (+ 13,5%) e per i canali della distribuzione alimentare caratterizzati da maggiore prossimità, come i supermercati, i discount e i minimarket (+12,3%).