Il 31 dicembre 2025 rimarrà una data spartiacque per il mercato finanziario italiano. Con la pubblicazione del Decreto Legislativo n. 212/2025, l'Italia ha ufficialmente recepito la nuova Direttiva Europea sul Credito ai Consumatori (CCD2), mandando in soffitta la vecchia disciplina del 2008.
Se la superficie della norma parla di tutele, trasparenza e inclusione di nuovi prodotti (come il Buy Now Pay Later), il vero "motore" del cambiamento risiede nell'Articolo 124-bis del TUB (Testo Unico Bancario) e nelle nuove disposizioni sulla valutazione del merito creditizio. Il messaggio del legislatore è chiaro: per proteggere il consumatore dal sovraindebitamento, la valutazione della solvibilità deve essere precisa, attuale e basata su dati reali.
In questo scenario, i dati transazionali ottenibili via PSD2 (Open Banking) non sono più un'opzione tecnologica per "fintech audaci", ma diventano lo strumento principe per la compliance e la competitività.
1. Oltre le banche dati: Il Merito Creditizio 2.0
Fino a ieri, valutare un cliente significava farsi dare una copia delle buste paga, interrogare i SIC (Sistemi di Informazione Creditizia) e guardare al passato: ritardi nei pagamenti, esposizioni pregresse, protesti. Un approccio "negativo" e spesso parziale, che escludeva i cosiddetti “credit invisible”, ovvero chi non ha una storia creditizia ma possiede una capacità reddituale.
La CCD2 sposta il focus sul presente e sul futuro. La normativa impone ai finanziatori di verificare che il credito sia "sostenibile" per il consumatore. Come si ottiene questa certezza in un mondo in cui il reddito non è più solo la busta paga fissa, ma deriva spesso da diverse fonti o da una gestione dinamica della liquidità?
La risposta è nei flussi di cassa.
L'integrazione dei dati di conto corrente tramite API PSD2 permette di analizzare:
2. Il "diritto alla spiegazione" e l'automazione
Una delle novità più dirompenti del D.Lgs. 212/2025 (in particolare il nuovo Art. 127-ter TUB) riguarda l'uso di algoritmi e intelligenza artificiale nella valutazione del credito. La norma introduce diritti precisi per il consumatore:
Qui l'Open Banking gioca un ruolo fondamentale. Basare un rifiuto (o un'approvazione) su dati transazionali certi e granulari rende la decisione molto più difendibile e trasparente rispetto a uno scoring basato su inferenze statistiche o dati demografici obsoleti. La "logica dell'algoritmo" diventa comprensibile se alimentata da dati che il cliente stesso riconosce come propri (come le sue stesse transazioni bancarie).
Sebbene non obbligatorio dal punto di vista regolamentare, l'uso dei dati PSD2 rappresenta la via più efficiente per soddisfare i nuovi requisiti di sostenibilità e trasparenza.
3. BNPL e credito "sotto i 200 Euro": fine del Far West
Il recepimento della CCD2 porta sotto l'ombrello della vigilanza anche il Buy Now Pay Later e i micro-prestiti, precedentemente esclusi. Per gli operatori di questo settore, l'obbligo di valutare il merito creditizio per ogni operazione potrebbe diventare un collo di bottiglia operativo.
L'unico modo per mantenere la promessa di una User Experience immediata (il classico "approvato in 30 secondi") senza violare la legge è l'automazione del recupero dati via PSD2. L'Open Banking permette di fare una "radiografia" istantanea del richiedente, garantendo al contempo velocità per l'utente e conformità per l'autorità di vigilanza.
4. Le sfide operative per Banche e Intermediari
L'adeguamento alla nuova normativa non è solo un tema legale, ma richiede una trasformazione dei modelli operativi:
E’ inutile sottolineare come questo nuovo approccio darà una forte spinta alla digitalizzazione del processo di credito ai consumatori, dal momento che alcune di queste fasi è molto più facile svolgerle digitalmente che presso una filiale o l’ufficio di una finanziaria.
Il Credito come Servizio Consapevole
La CCD2, approvata il 31 dicembre scorso, non deve essere vista come un ulteriore carico burocratico. È, al contrario, l'abilitatore di un mercato del credito più sano, equo e moderno.
L'accento posto sull'utilizzo dei dati di conto corrente via PSD2 segna il definitivo passaggio all'Open Finance. Gli operatori che sapranno padroneggiare questi dati non solo ridurranno il proprio costo del rischio (NPL), ma offriranno un servizio migliore, intercettando i bisogni dei clienti in modo predittivo e sostenibile.
Il futuro del credito è scritto nei dati. Ed è un futuro che ha finalmente una cornice normativa solida in cui operare.
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