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29 aprile 2026

5 segnali che i tuoi dati di Google Analytics non sono affidabili

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Hai aperto Google Analytics questa mattina, hai dato un'occhiata veloce ai numeri e ti sei detto "bene, stiamo andando". Poi hai chiuso la scheda e sei passato ad altro.

Ecco il problema: quei numeri probabilmente sono sbagliati. E non di poco.

Nella nostra esperienza, oltre l'80% degli account GA4 che analizziamo ha almeno un errore rilevante nella raccolta dati. Non stiamo parlando di piccole imprecisioni: parliamo di conversioni contate due volte, traffico attribuito al canale sbagliato, utenti fantasma che gonfiano le sessioni, eventi di acquisto che semplicemente non arrivano.

Il risultato? Decisioni di business prese su dati che raccontano una storia diversa da quella reale. Budget pubblicitari allocati male. Campagne giudicate "fallimentari" che in realtà stavano funzionando (e viceversa). Strategie SEO costruite su traffico che non esiste.

Se hai il sospetto che qualcosa non torni, questi sono i 5 segnali più comuni che i tuoi dati non sono affidabili.

La frequenza di rimbalzo è stranamente bassa (o stranamente alta)

Un tasso di engagement del 95% o un tempo medio di permanenza di 12 secondi per pagina sono entrambi campanelli d'allarme.

Spesso il problema nasce da una doppia installazione del tag di tracciamento: magari è stato inserito direttamente nel tema del sito anni fa, poi qualcuno ha aggiunto Google Tag Manager, e adesso ogni pageview viene contata due volte. Oppure succede il contrario: eventi configurati male che non si attivano mai, facendo sembrare che gli utenti abbandonino subito.

In entrambi i casi, stai prendendo decisioni su un pubblico che non si comporta come pensi.

Le conversioni su GA4 non coincidono con quelle del gestionale (o dell'ecommerce)

Questo è il segnale più facile da verificare e, quasi sempre, il più preoccupante.

Apri GA4, guarda il numero di acquisti degli ultimi 30 giorni. Poi apri il tuo gestionale, Shopify, WooCommerce, il CRM o semplicemente il pannello dei pagamenti. I numeri dovrebbero essere simili. Non identici (un piccolo scostamento è fisiologico per via del consent mode e di chi blocca i cookie, o della mancanza di modellazione dei dati), ma nell'ordine del 10-20% di differenza.

Se la differenza è del 30%, 40% o più, hai un problema serio. Le cause tipiche sono: evento di purchase che si attiva solo in alcuni scenari di pagamento, tracciamento che si rompe dopo il redirect da sistemi di pagamento esterni, duplicazioni dovute a ricaricamenti della thank you page.

Ogni conversione non tracciata è una conversione che non può essere attribuita correttamente al canale che l'ha generata. Risultato: stai ottimizzando campagne al buio.


Gran parte del tuo traffico è classificato come "direct" o "unassigned"

Se guardi il report delle sorgenti di traffico e vedi che il canale "Direct" rappresenta il 40-50% delle sessioni, o peggio ancora trovi una voce "Unassigned" con numeri importanti, hai quasi certamente un problema di tagging.

Il traffico "Direct" dovrebbe includere solo chi digita direttamente l'URL o usa un bookmark. In realtà, in molti account, diventa la discarica di tutto ciò che GA4 non riesce a classificare: link nelle newsletter senza parametri UTM, traffico proveniente da app, campagne pubblicitarie configurate male, redirect che perdono le informazioni di provenienza.

Quando il direct traffic è gonfiato, stai sottostimando il vero contributo di e-mail marketing, social, advertising e partner. E stai potenzialmente togliendo budget ai canali che funzionano davvero.


Non hai toccato la configurazione da più di un anno

GA4 è stato lanciato ufficialmente a ottobre 2020 ed è diventato lo standard nel 2023. Da allora, Google ha rilasciato decine di aggiornamenti rilevanti: nuovi eventi raccomandati, modifiche al modello di attribuzione, introduzione del Consent Mode v2, cambiamenti nelle definizioni di conversione, nuove dimensioni personalizzate.

Se la tua configurazione è ferma al momento dell'installazione iniziale, ci sono buone probabilità che tu stia perdendo dati preziosi o, peggio, che tu stia raccogliendo dati in modo non più compliant con la normativa privacy europea.

Un'installazione "set and forget" funziona bene per uno scaldabagno, non per un sistema di web analytics.

Nessuno in azienda sa spiegare da dove arrivano i numeri del report mensile

Questo è il segnale più subdolo, perché non è tecnico. È organizzativo.

Se ricevi un report mensile con decine di numeri ma, chiedendo "come è stata calcolata questa metrica?", nessuno sa rispondere con certezza, hai un problema di governance dei dati.

I numeri potrebbero anche essere tecnicamente corretti, ma se nessuno riesce a tracciare la catena che li lega al business reale, quei dati non ti servono a decidere. Servono solo a riempire slide.

Quanto ti stanno costando davvero questi errori?

Facciamo un esempio concreto. Immagina una PMI che investe 3.000 € al mese in Google Ads. Se il tracciamento delle conversioni sottostima i risultati del 30%, ci sono due scenari probabili:

  • Scenario A: pensi che le campagne non stiano funzionando e riduci il budget. Stai tagliando un canale che in realtà era profittevole.
  • Scenario B: l'algoritmo di Google Ads, che usa i tuoi stessi dati di conversione per ottimizzare, sta imparando sulle persone sbagliate. Le performance peggiorano nel tempo e non capisci il perché.

In entrambi i casi, la perdita economica in un anno può facilmente superare i 10.000 €. Senza contare le decisioni sbagliate su SEO, contenuti, investimenti in nuove landing page.

Il paradosso è che sistemare il tracciamento costa molto meno di qualsiasi campagna pubblicitaria, ma viene sempre rimandato perché "tanto i dati ci sono".


Da dove iniziare

La buona notizia è che individuare questi errori non richiede mesi di lavoro. Nella maggior parte dei casi, un audit tecnico strutturato di poche settimane permette di:

  • identificare le configurazioni errate e quantificare l'impatto sui dati attuali;
  • ricostruire una tassonomia di eventi e conversioni coerente con gli obiettivi di business;
  • rimettere in ordine il modello di attribuzione e la governance dei dati;
  • produrre report su cui ci si possa davvero fidare per prendere decisioni.

Non serve cambiare piattaforma, non serve un team di analisti interno, non serve investire in tool costosi. Serve solo che qualcuno guardi sotto il cofano con metodo.


Hai il dubbio che i tuoi dati non siano del tutto affidabili? Se vuoi capire se il tuo GA4 sta raccogliendo i dati nel modo giusto, e soprattutto se quei dati ti stanno facendo prendere le decisioni giuste, contattaci. Pro Web Digital Consulting può aiutarti a fare chiarezza e a rimettere il tuo sistema di analytics al servizio del business.