Quando si parla di merito creditizio si pensa spesso a un indicatore utilizzato da banche e finanziatori. In realtà, è prima di tutto uno strumento che aiuta a capire quanto un'impresa sia solida, se è in grado di mantenere un adeguato equilibrio economico-finanziario e di far fronte ai propri impegni.
Le analisi di Cerved Rating Agency mostrano che oggi il 44% delle PMI italiane presenta un profilo Investment Grade, contro il 74% delle grandi imprese. In altre parole, quasi una PMI su due è considerata finanziariamente solida, mentre tra le aziende di maggiori dimensioni la quota sale a quasi tre su quattro.
Le imprese con un profilo Investment Grade presentano generalmente un livello di rischio contenuto e una maggiore capacità di affrontare anche fasi economiche complesse. Quelle classificate come Sub-Investment Grade, invece, sono più esposte ai cambiamenti del contesto economico e finanziario.
Fonte: Elaborazioni Cerved Rating Agency su campione di circa 13.000 imprese con rating validi a maggio 2026
Un dato interessante emerge osservando la distribuzione dei rating: molte imprese si collocano nelle classi vicine alla soglia che separa l'area Investment Grade da quella Sub-Investment Grade. Significa che sono già vicine a un livello di affidabilità più elevato e che miglioramenti graduali possono contribuire a migliorarne il merito creditizio.
Per un imprenditore, conoscere il proprio merito creditizio significa non solo misurare il livello di rischio dell'azienda, ma anche individuare le aree su cui intervenire per renderla più solida e sostenere la crescita.
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