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05 giugno 2026

Macchine per il legno: il settore alla prova del ciclo globale

Vale 3,1 miliardi di euro e l’export è oltre l’81% del fatturato: le prospettive per il 2026 e 2027 indicano però una contrazione del giro d’affari

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Il settore italiano delle macchine per la lavorazione del legno si conferma una delle eccellenze della meccanica nazionale, caratterizzata da un’elevata capacità tecnologica e da una forte proiezione internazionale. Con un fatturato complessivo di circa 3,1 miliardi di euro, 658 imprese attive e oltre 12.700 addetti, il comparto rappresenta una filiera industriale altamente specializzata e a significativo valore aggiunto.

Overview di settore

L’analisi del settore realizzata da Cerved evidenzia tuttavia una fase ciclica negativa. Nel 2025 la produzione ha registrato una contrazione del 7,9%, mentre le esportazioni sono diminuite dell’8,9%, riflettendo il rallentamento della domanda internazionale e la debolezza dei principali mercati di sbocco. L’elevata dipendenza dall’estero – con un’incidenza dell’export superiore all’80% del fatturato – espone il comparto in modo significativo alle dinamiche geopolitiche e alle tensioni del commercio globale.

Nonostante il contesto complesso, l’Italia mantiene un ruolo di primo piano nello scenario internazionale, confermandosi tra i leader globali e terzo esportatore mondiale. L’internazionalizzazione è infatti il tratto distintivo del settore. Nel 2025 l’export ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, pari a oltre l’81% del fatturato, un livello tra i più elevati dell’intera manifattura italiana.

La struttura del settore è caratterizzata da una forte concentrazione, con i principali gruppi industriali che presidiano i segmenti a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto. Accanto ai leader, opera un sistema diffuso di piccole e medie imprese altamente specializzate, localizzate principalmente nei distretti industriali di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

L’analisi evidenzia, inoltre, un rafforzamento della pressione competitiva globale, in particolare da parte della Cina, che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nei segmenti standardizzati e di fascia intermedia, contribuendo a una crescente polarizzazione del mercato. Negli ultimi venticinque anni, la presenza della Cina nelle importazioni italiane di macchine per il legno è passata da un ruolo marginale a uno strutturale. All’inizio degli anni Duemila, la quota cinese si attestava poco sopra l’1%, mentre nel 2025 si colloca stabilmente oltre il 10%, dopo aver superato il 12% nel biennio più recente. Non si tratta di una crescita episodica, ma di un processo strutturale che riflette il progressivo salto tecnologico dell’industria cinese


Le prospettive per il 2026 e 2027

Guardando alle prospettive, il quadro resta improntato alla cautela. Nello scenario base, il recupero nel periodo 2026-2027 si preannuncia graduale e non sufficiente a compensare le perdite registrate nel biennio precedente. Dopo il forte ridimensionamento del 2024-2025, a causa dell’inversione del ciclo del settore edilizio, la crescita resterà modesta nello scenario base (che considera la fine del conflitto in Iran entro l’estate), con variazioni del fatturato reale intorno al -4,9% nel 2026 e -2% nel 2027, senza recupero completo dei livelli precedenti.

Nel complesso, tra il 2025 e il 2027 si prevede una perdita cumulata superiore al 6,8%. Nello scenario worst case, con il proseguimento del conflitto per buona parte dell’anno, il quadro si deteriora sensibilmente con una contrazione prevista del -8,7% nel 2026, un ulteriore calo nel 2027 e una perdita cumulata oltre l’11%.

Il settore continuerà a risentire del rallentamento dei comparti utilizzatori – in primis edilizia e arredamento – nonché dell’incremento dei costi energetici e delle materie prime, con effetti sulla redditività.

In questo contesto, innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità si confermano leve strategiche fondamentali per sostenere la competitività. Parallelamente, il rafforzamento della presenza internazionale e l’evoluzione dei modelli di business rappresentano elementi chiave per affrontare uno scenario globale sempre più selettivo e competitivo.

Il settore delle macchine per il legno si trova dunque in una fase di transizione: pur mantenendo una solida leadership industriale, sarà chiamato ad adattarsi a un contesto caratterizzato da maggiore complessità, pressione competitiva e cambiamenti strutturali nei mercati di riferimento.


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